Lo si trova facilmente, in quanto situato sulla strada principale dell'attuale Pozzuoli, alla discesa di via Solfatara ed all'inizio di via Terracciano. E' sicuramente un sito archeologico da visitare in quanto, soprattutto i sotterranei ottimamente conservati (a causa del lungo seppellimento), mostrano dove venivano tenuti gli animali destinati agli spettacoli con i gladiatori e l'ingegnoso sistema che consentiva alle fiere di essere sollevate in modo che apparissero dalle botole presenti a livello dell'arena.
Di particolare interesse e' la disposizione dei sotterranei dell'arena, cui si accede da due ripide rampe; qui venivano stipate nei giorni precedenti i ludi, le gabbie delle fiere e tutte le macchine gli attrezzi necessari allo svolgimento dei giochi. La pianta del sistema e' piuttosto semplice: due corridoi rettilinei posti lungo gli assi maggiore e minore e incrociantisi al centro.
Iniziato sotto Nerone, fu completato da Vespasiano allorquando Puteoli mutava il nome di "Colonia Neronensis" in "Colonia Flavia Augusta"; misura m. 149x116 (arena m. 75x42) e la sua struttura ad anelli poteva contenere circa 20.000 spettatori, era arricchito di decine e decine di stabili e completamente rivestito di marmi.
L'Anfiteatro e', per dimensioni, il terzo degli analoghi antichi edifici esistenti in Italia, dopo il Colosseo di Roma e l'arena di Capua ed e' indice dell'importanza di cui godeva la Puteoli romana. Nel 305, sotto la persecuzione di Diocleziano, furono esposti nell'arena sette martiri cristiani: i beneventani Gennaro, Festo e Desiderio, il misenate Sosso, e i puteolani Procolo, Eutiche e Acuzio, poi decapitati nei pressi della Solfatara.
In eta' medievale l'anfiteatro divenne, come altri edifici simili in tutta Italia, una cava di pietra: gran parte del rivestimento esterno fu divelta, quasi tutti i pilastri del portico esterno demoliti, e sullo scheletro dell'edificio si impiantarono case rustiche e masserie.