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Aggiornamento in real-time    
In quest'area cercheremo di comprendere al meglio i vari parametri meteo fornitici dagli strumenti della nostra stazione oltre ad approfondire alcune tematiche strettamente legate alla meteorologia, all'inquinamento ambientale ed ai suoi effetti, come il buco dell'ozono, l'effetto serra, ecc.

Un'area sempre in evoluzione, quindi che verrà aggiornata nel tempo man mano che cresceranno le conoscenze e le competenze.

Chi volesse contribuire alla crescita di quest'area o partecipare con altre forme di collaborazione sarà il ben accetto!

L'immagine qui accanto è quella scaricata in tempo reale dal satellite Meteosat, mostra la situazione attuale e lo spostamento delle perturbazioni in atto sull'Europa.
 

 

Nell'area della lettura dei dati, accando ad ogni grandezza misurata, vi è un punto interrogativo, cliccato il quale, si apre una piccola finestra che fornisce una spiegazione tecnica veloce della lettura chiesta in modo da avere un aiuto contestuale. Qui cerchiamo di riunire tutte le "grandezze in gioco" per approfondire al meglio l'argomento:



Il calore è una forma d’energia e la temperatura è la misurazione dell’agitazione delle molecole di un corpo. L’unità di misura che utilizziamo è il grado centigrado (°C), ma esistono anche altre unità di misura utilizzate in altri paesi.
Più nello specifico, la temperatura dell'aria è, sicuramente il fattore maggiormente evidente quando vogliamo descrivere il clima di un luogo, la sua posizione viene insidiata forse solo dalla pioggia e viene facilemente riconosciuta non solo dagli addetti ai lavori ma anche da qualsiasi uomo comune. E' uno dei fattori meteo più importanti perchè è in grado di modificare le nostre abitudini, i nostri bioritmi, il modo di vestire, di comportarci, ecc.
Abbiamo già avuto modo di dire che i raggi solari non possono riscaldare direttamente l'aria secca perchè, semplicemente, i raggi l'attraversano senza farla aumentare di calore; sono tutte le superifici con cui viene in contatto l'aria che trasferiscono il calore all'aria.

Per la misura si ricorre ai termometri che però devono essere posizionati con precise regole, prima tra tutte quella di non essere esposti direttamente ai raggi del sole. Su un termometro esposto al Sole si leggerebbero, infatti, valori molto più elevati rispetto alla reale temperatura dell'aria a causa del calore fornito allo strumento sia dalla radiazione solare diretta che da quella emessa e riflessa dal suolo.
Per questo motivo si utilizza un'apposita capannina meteorologica con un abitacolo in legno, verniciato esternamente di bianco (per riflettere totalmente la radiazione solare) e con pareti a persiane per favorire la circolazione dell'aria al suo interno. Nel nostro caso il sensore della temperatura e' all'interno della griglia aereata di plastica bianca che si vede nella foto sopra. Dalle misurazioni effettuate si vede chiaramente come la temperatura, durante il giorno, ha un'andamento altalenante, e questo dipende da vari fattori quali nubi, vento, nitidezza dell'aria, ecc. quindi, quindi questa escursione termica è maggiore in presenza di aria stabile mentre è ridotta in presenza di aria instabile o di una sensibile ventilazione o con il cielo coperto.

 
 
   

Una fondamentale importanza nella Meteorologia è attribuita allo studio dell’umidità dell’aria e dei suoi cambiamenti. Il clima estivo di questi ultimi tempi è spesso caratterizzato da una cappa pesante e persistente anche per più giorni, ciò avviene quando l’atmosfera rimane stabile e quando in queste condizioni la temperatura e l'umidità relativa raggiungono determinati valori. Ne scaturisce una situazione di caldo opprimente che rende difficile qualsiasi attività, anche se non tutte le persone sono sensibili all’afa in maniera simile. Il fenomeno è tanto più intenso quanto più è elevato il rapporto tra umidità relativa e temperatura. Infatti a volte è più supportabile avere 35°C con il 10% di umidità relativa che solo 30°C e il 70%.
Ma cos'è l'UR (Umidità Relativa)?
Diciamo subito che ad una certa temperatura una data massa d’aria non può contenere più di una determinata quantità di vapore. Tale quantità è detta di saturazione, poiché un ulteriore apporto di vapore determinerebbe la condensazione di quello eccedente, sotto forma di goccioline visibili come la nebbia o le nubi.
L’umidità relativa non è altro che il rapporto tra la quantità effettiva di vapore e la quantità che quella massa d’aria potrebbe contenere allo stato di saturazione nelle stesse condizioni di temperatura e pressione: per esempio, con una temperatura di 20°C la massima quantità di vapore acqueo per chilogrammo è di 13,6 grammi; se il contenuto fosse realmente tale, si avrebbe un’umidità relativa del 100%; se invece il contenuto fosse di 6,8 grammi (cioè la metà), l’umidità relativa risulterebbe del 50%.
In questo processo la temperatura dell'aria gioca un ruolo importante, infatti l’aria calda può contenere più vapore dell’aria fredda e a parità di immissione di vapore, la saturazione avviene più rapidamente in presenza di aria a temperatura più bassa.
La formula per calcolare l'umidità relativa dell'aria è molto semplice:

dove

(umidità assoluta) è la quantità espressa in grammi di vapore acqueo contenuta in un metro cubo di aria ad una determinata temperatura.
(umidità di saturazione) è la quantità massima in grammi di vapore acqueo che può contenere un metro cubo di aria a quella determinata temperatura.
Suddividendo in tre fasce l’arco delle percentuali, diremo che l’aria sarà:

  • molto umida con valori superiori al 70%
  • umida con valori intermedi tra il 30 ed il 70%
  • secca o poco umida con valori inferiori al 30%
 
 
   

Fu un fisico e matematico italiano Evangelista Torricelli (1608-1647), che realizzò nel 1644 il primo barometro a mercurio, arrivando a definire, con un metodo sperimentale, la definizione dell’unita’ di pressione atmosferica. Prendendo un’ asta cava graduata di lunghezza nota e contenente mercurio per tutta la sua lunghezza, e capovolgendola in una bacinella vuota , notò che il mercurio, non defluiva completamente nella bacinella vuota ma raggiungeva una determinata altezza (proprio 76 cm) all’interno dell’asta graduata, ed in corrispondenza di tale scala si poteva leggere il valore della pressione atmosferica. Cos'era successo? L' aria che sovrastava la bacinella e contenente il mercurio, spingeva verso l'alto la colonna di mercurio contenuta nella cannula che ad un certo punto rimaneva in equilibrio.Fu proprio in base a questo esperimento che si riuscì a sapere che l'aria ha un peso!

Quindi la Pressione atmosferica o non è altro che il peso della colonna d'aria che sovrasta la nostra testa!

Ma la pressione non è uguale ovunque infatti può cambiare in base a:

  • La latitudine, in quanto la Terra essendo un Geoide(infatti non è propriamente una sfera , essa risulta schiacciata ai Poli e espansa all'equatore) la colonna di aria che gravita sulla superficie, sarà maggiore (più pesante) all'equatore e minore ai poli e quindi l'altezza della colonna dell'aria sarà diversa;
  • L'altezza, in quanto aumentando la quota (altezza) diminuisce il peso della colonna d'aria che ci sovrasta;
  • La temperatura, in quanto l'oscillazione delle molecole dell'aria risulterà maggiore e quindi alle quote basse l'aria sarà meno densa e quindi la colonna d'aria meno pesante.

Anche rimanendo sempre in uno stesso punto siamo soggetti a cambiamenti di pressione infatti: il valore della pressione atmosferica in un luogo non è sempre lo stessa. Le variazioni presentano caratteristiche diverse:

  • regolari (diurna, annua)
  • irregolari (dipendenti dalle condizioni atmosferiche)
  • variazione di densità dell'area che sovrasta un dato luogo, ciò può avvenire per cause termiche o per cause dinamiche.
    Le variazioni termiche di pressione possono essere generate sia da un diverso riscaldamento o raffreddamento di una zona, sia dalla sostituzione di una massa d'aria con altra più calda o più fredda in conseguenza di movimenti orizzontali (avvezione).
    I moti verticali dell'area creano alla base della colonna atmosferica una rarefazione dell'area, se sono ascendenti, e in conseguenza la pressione diminuisce, mentre se i moti sono discendenti, si ha una comprensione dell'aria alla base con aumento di pressione.

La variazione della pressione in un arco di il tempo è detta tendenza barometrica; la tendenza barometrica ha grande importanza nello studio del tempo perché fornisce indicazioni significative nelle evoluzioni delle condizioni atmosferiche; in particolare aiuta a capire i movimenti dei sistemi di pressione.
Generalmente la tendenza barometrica è espressa dalla variazione della pressione in Millibar che si è avuta nelle tre ore precedenti all'osservazione, essa può leggersi al barografo o al barometro mediante l'indice fisso che si regola su quello sensibile.

Il nostro barometro è, ovviamente. elettronico e di ottima precisione ed è integrato nel blocco sensori presente all'interno del gruppo comprendente anche il termometro visto prima.

 
 
   

La pioggia fa parte del gruppo delle idrometeore e come per il vento e la temperatura è uno dei fattori climatici più conosciuti da tutti. Sin da bambini impariamo a fare i conti con essi.
Le nubi sono composte da microscopiche goccioline liquide che cadendo verso il basso, inglobano altre goccioline fino a diventare molto più grosse. Pesando di più, l'aria non riesce più a sostenerle e iniziano a cadere al suolo dando origine alla pioggia.
La caduta di pioggia, viene definita come la quantità di acqua che attraversa una superficie orizzontale in un determinato periodo di tempo. Può essere determinata leggendone direttamente il valore, in millimetri, sulla scala di un contenitore graduato.
Nei resoconti delle osservazioni meteorologiche la quantità di pioggia caduta viene quindi espressa in millimetri ed ogni singolo millimetro equivale ad un litro di acqua piovana caduta su un metro quadrato di terreno. Per non usare formule occorrerebbe quindi avere un cilindro di raccolta grande 1 mq. In realtà si usano cilindri più piccoli e tramite dei calcoli matematici si ricava la reale quantità d'acqua caduta nel periodo considerato. La nostra centralina elettronica provvede a tutto questo in maniera del tutto automatico.

A questo punto e' bene effettuare una distinzione tra piogge forti e piogge abbondanti. Evidentemente non sono la stessa cosa! In un'ora può cadere la stessa acqua (per effetto di una pioggia forte) di quella che cade in 12 ore per effetto di una pioggia abbondante (con caduta persistente ma leggera). Agronomicamente parlando sono migliori le piogge abbondanti con forza di caduta minima ma persistente, di quelle molto forti e di breve durata che apportano notevoli danni e pochi benefici.

Le piogge forti si verificano normalmente nei rovesci o temporali provocati dalle nubi cumuliformi, mentre le piogge abbondanti accompagnano in genere le nubi stratiformi che si estendono orizzontalmente anche per centinaia di chilometri favorendo fasi piovose prolungate.
Naturalmente non si può escludere che piogge abbondanti e quindi prolungate possano essere anche di moderata o forte intensità anche per alcune ore: si tratta fortunatamente di un evento raro perchè in tal caso si ha quasi la certezza che l’area interessata dal fenomeno possa correre seri rischi di alluvione !

 
   

Abbiamo già detto prima, nel paragrafo della pioggia, che in meteorologia il vento è sicuramente uno dei fenomeni più importanti assieme alla temperatura, alla pressione atmosferica ed alla pioggia. Ma vediamo di dare una definizione al vento:
E' lo spostamento di una massa d'aria da una zona dove la pressione atmosferica è maggiore ad una dove è minore.
La velocità di spostamento e quindi la sua velocità sarà tanto più elevata quanto più rapida sarà la variazione orizzontale della pressione atmosferica, chiamata'gradiente barico'.
Particolare importanza riveste anche il modo in cui si misura l'intensità del vento. Nel sistema internazionale la misura dell'intensità del vento è espressa in metri al secondo. Nella navigazione aerea, in quella marittima e nei bollettini meteorologici la misura si effettua in nodi. Un nodo è l'equivalente di un miglio nautico all'ora, ovvero 1852 metri all'ora. Nei paesi di lingua inglese vi è inoltre una misura effettuata in miglia per ora, dove un miglio terrestre equivale a 1620 metri. Nei nostri grafici la troverete espressa in km al secondo perchè è l'unità di misura più facilmente comprensibile a tutti, anche ai "non addetti ai lavori".

Un'altro parametro importante che occorre specificare è la direzione di provenienza del vento. La direzione del vento si misura in gradi. 0° corrisponde al Nord e la direzione positiva è il senso orario, quindi: Est=90°, Sud=180° e Ovest=270°. In base alla provenienza i venti si definiscono così:

  • la Tramontana proveniente dal Nord
  • il Grecale da Nord-est
  • il Levante da Est
  • lo Scirocco da Sud-est
  • il Mezzogiorno che spira da Sud
  • il Libeccio da Sud-ovest
  • il Ponente da Ovest
  • il Maestrale da Nord-ovest.

Un accenno, infine, al verso. A differenza di quanto avviene in altre branche della Fisica, quando si misura un vento si utilizza sempre il verso negativo, e cioè quello da cui proviene. Il Maestrale, ad esempio, è il vento che proviene da Nord-Ovest e non quello che si dirige a Nord-Ovest.
La nostra stazione è in grado di determinare sia la velocità che la direzione del vento con grafici molto accurati dai quali è possibile trarre importanti decisioni per fini agronomici (durata del fenomeno, direzione prevalente, intensità, ecc). Vedi area lettura dati.



 

 
     

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