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E'
detta anche Temperatura del Punto di Rugiada; per capire
a cosa serva dobbiamo sapere che l'umidità relativa consente
la conoscenza di quanto sia prossima la saturazione, ma non serve
per fornire direttamente l'effettiva quantità di vapore acqueo
presente nell'atmosfera.
In meteorologia, invece, è molto utile conoscere l'effettiva
quantità di vapor acqueo, per prevedere più accuratamente
l'arrivo di una perturbazione o la formazione delle nubi. La
temperatura del punto di rugiada fornisce questa informazione in
modo diretto.
Il Punto di Rugiada è espresso in °C e pur essendo
dimensionalmente una temperatura, non influisce sulla effettiva
temperatura dell'aria che normalmente è più alta del
punto di rugiada.
Per definizione diciamo quindi che
la "Temperatura di Rugiada" è la temperatura in
cui l’aria satura si raffredda e forma il vapore acqueo (con
umidità relativa al 100 per cento). In caso di raffreddamento
ulteriore ha inizio la condensazione che dà vita alle nubi.
La sua accurata misurazione e conoscenza riveste particolare importanza
nella previsione della formazione di nebbia e brina, infatti quando
la terra si raffredda, se il punto di rugiada è superiore
a 0 °C, il vapor acqueo sovrassaturo condensa dando luogo alla
formazione della rugiada, se invece il punto di rugiada è
inferiore a 0 °C il vapore gela dando luogo alla formazione
di brina.
Siccome abbiamo detto che il valore del Dew Point è in genere
più alto di quello della temperatura, abbiamo un sistema
previsionale efficace per capire quando avverranno i fenomeni che
ci interessa prevedere, appunto nebbia o brina, fenomeno, quest'ultimo
assai importante in agricoltura, che può arrivare a determinare
la riuscita del raccolto.
La nostra centralina è in grado di fornire un allarme quando
il valore del punto di rugiada e' prossimo al valore della temperatura
esterna.
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| Viene
anche chiamato INDICE DI DISAGIO ed
esprime la capacità del vento di togliere calore al corpo
umano, in campo medico è un indice
bioclimatico.
Il Wind Chill è una misura del tasso di calore perso
e non una temperatura reale infatti esso ci fornisce la TEMPERATURA
APPARENTE e NON quella REALE che è quella rilevata dal sensore
della temperatura; questo ci dice che se la temperatura reale è
ad esempio 4°C, ed il Wind Chill di -2 °C, possiamo esser
sicuri che non siamo ancora arrivati al punto di congelamento dell'acqua.
Tale indice è applicabile quando la velocità del vento
è compresa tra 2 m/s e 24 m/s e quando la temperatura è
inferiore a 11°C.
In pratica questo indice può essere impiegato per descrivere
quale sia la reale temperatura avvertita da un organismo umano in
relazione alla temperatura dell'aria e alla velocità del
vento. Non è
infatti difficile notare come la sensazione di disagio, in particolare
durante la stagione invernale, si presenti alquanto diversa con
situazioni di calma di vento oppure con presenza di brezza o di
vento sostenuto. A tale scopo lo scienziato Steadman
ha elaborato una formula che determina la reale sensazione di freddo
della pelle nuda esposta a diverse temperature con vento a velocità
diverse. Si ottiene così il valore di Windchill, la temperatura
del vento, ossia il valore della temperatura
virtuale in rapporto alla forza del vento.
I primi studi
su questo indice risalgono ad un esperimento condotto in Antartide
nell'inverno del 1941 da Paul Siple e Charles Passel. Questi ricercatori
misurarono il tempo che un panno umido impiegava per congelare e
trovarono che dipendeva dalla velocità del vento. Ovviamente
il discorso per un essere umano è ben più complesso
di un panno umido, in quanto vi sono diverse variabili che influenzano
la sensibilità alla temperatura, come ad esempio l’età,
la corporatura, lo stato di salute e la risposta dell'organismo
a ciascuno di questi fattori.
La formula di Steadman, di cui abbiamo parlato prima viene qui impiegata
per ottenere i valori di Wind Chill, inserendo i valori di temperatura
reale e quelli della velocità del vento, otterrete il Wind
Chill ossia la temperatura che la pelle sentirebbe in quelle condizioni
climatiche.
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Calcolo dell'indice Wind Chill
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La nostra centralina, vi fornisce
questo valore già calcolato ed in tempo reale, in campo agronomico
ha scarso significato, in quanto non si tratta di un indice applicabile
ai vegetali.
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| D'estate
può succedere di avvertire una temperatura superiore a quella
reale, come mai? L'indice di calore
o "heat index"
è una stima del disagio fisiologico dovuto alla esposizione
a condizioni meteorologiche caratterizzate da alte temperature ed
elevati livelli igroscopici dell'aria. Questo è un indice
empirico, infatti sintetizza uno stato di disagio che è variabile
da soggetto a soggetto, è da considerare come indicatore
medio che permette di valutare sinteticamente la presenza o meno
di condizioni di stress.
Come tutti i mammiferi il nostro corpo è dotato di un magnifico
sistema di "condizionamento" interno, chiamato "termoregolazione".
Grazie a questo meccanismo fisiologico la temperatura interna del
nostro corpo, in condizioni normali si aggira sui 36,5°C.
All'aumentare della temperatura esterna entra in funzione la traspirazione:
succede quindi che il nostro corpo suda e il fenomeno dell'evaporazione
del sudore sulla nostra pelle ci procura un senso di refrigerio.
In questo modo la temperatura corporea interna viene mantenuta costante.
Se l'ambiente dove ci troviamo è ben ventilato l'aria tende
a favorire il fenomeno dell'evaporazione del sudore e il senso di
frescura aumenta.
L'umidità relativa dell'ambiente può interferire con
questo processo, limitando la possibilità di evaporazione.
Nel caso di umidità elevata,
l'organismo non ha modo di eliminare
il calore in eccesso e quindi in pratica la sensazione è
la stessa di quella provocata da una temperatura maggiore, proprio
perchè il meccanismo fisiologico di raffreddamento è
ostacolato.
In queste condizioni ne soffrono soprattutto gli anziani che possono
accusare prostrazione profonda, alterazione del battito cardiaco
fino al collasso. Ne abbiamo avuto una prova nell'estate 2003 con
migliaia di anziani deceduti per il caldo insopportabile. Con temperature
elevate concomitanti a umidità elevata si puo' arrivare al
temuto "colpo di calore" e perdita della coscienza.
Per effettuare uno studio sull'Heat Index, puoi utilizzare il
nostro simulatore per il calcolo di questo parametro.
La nostra capannina è in grado di offrire questo valore in
tempo reale e leggibile direttamente.
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Il
calcolo dell'evapotraspirazione è un parametro fondamentale
nella corretta gestione dell'irrigazione al fine di ottimizzare
le risorse idriche.
Per evapotraspirazione si intende
la perdita di acqua del suolo per diretta evaporazione
e per traspirazione da parte delle piante. L'evaporazione aumenta
all'aumentare della radiazione solare, quindi della temperatura
e della turbolenza dell'aria.
L’acqua terrestre è costantemente soggetta ad evaporazione
e passa nell’atmosfera per effetto dell’energia solare.
Qui il vapore si condensa e, per azione della forza di gravità,
ricade sotto forma di precipitazioni in parte sull’idrosfera
ed in parte sulle superfici continentali. Nel primo caso, col ritorno
delle acque in mare, il ciclo (detto oceanico) si chiude rapidamente.
Nel secondo caso, il percorso verso l’idrosfera è più
lungo e lento (ciclo continentale).
Le acque superficiali si dividono in due frazioni. Una certa aliquota
rientra subito nell’atmosfera perché evapora (acqua
di evaporazione); l’aliquota rimanente scorre sul suolo (acqua
di ruscellamento superficiale) e trova recapito preferenziale in
mare, attraverso i corsi d’acqua.
Anche
le acque di infiltrazione si suddividono in due frazioni. La prima
viene trattenuta nella zona più prossima al suolo ed è
restituita all’atmosfera attraverso i fenomeni dell’evaporazione
e della traspirazione delle piante (chiamata appunto acqua di evapotraspirazione).
La seconda frazione penetra in profondità (acqua di infiltrazione
efficace) ed alimenta, per via sotterranea, sorgenti, fiumi, laghi
e mari.
Attualmente il calcolo di questo importantissimo parametro viene
effettuato o per mezzo di vasche evaporimetriche (come quella visibile
qui accanto), che consentono di misurare la quantità d'acqua
evaporata da una vasca a riempimento automatico o per mezzo di sensori
come quello della nostra capannina che ricava il dato in stretto
rapporto con il sensore dell'irradiazione solare e della temperatura,
fornendo alla fine un dato esaustivo utilizzabile direttamente.
L’ET è, in definitiva, l’opposto della precipitazione
ed è espressa in millimetri. La nostra stazione utilizza
i valori della temperatura dell’aria, umidità relativa,
velocità media del vento e radiazione solare per la stima
dell’ET. Essa viene calcolata ogni ora.
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| La
radiazione solare costituisce la fonte di energia primaria per tutto
l’ecosistema. Infatti l’energia solare, captata dai
vegetali attraverso la fotosintesi clorofilliana, fluisce poi lungo
le catene alimentari garantendo la sopravvivenza a tutti gli esseri
viventi. La radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre
si distingue in diretta, diffusa e riflessa.
- Radiazione DIRETTA: è quella che colpisce direttamente
una superficie con un unico e ben definito angolo di incidenza
- Radiazione RIFLESSA: è quella che arriva indirettamente
su una superficie, dopo aver colpita precedentemente un'altra;è
in pratica la quota di energia luminosa che raggiunge la nostra
pelle anche quando non siamo esposti direttamente al sole. Alcune
superficie, come per esempio il ghiaccio, la neve, l’acqua
e la sabbia, hanno una notevole capacità di riflettere
la radiazione del sole, proprio come se fossero uno specchio.
- Radiazione DIFFUSA: è la componente della radiazione
solare che incide su una superficie dopo la riflessione e la dispersione
dovuta all'atmosfera; incide secondo vari angoli e grazie a questa
anche la parte di una superficie che non può essere colpita
dalla radiazione solare diretta a causa di ostacoli esterni, non
si trova completamente oscurata.
Il
valore ricavato dal sensore della nostra stazione è quello
ricavato dal quantitativo di radiazione che colpisce il sensore
stesso ed è espressa in watt a mq (W/mq).
La radiazione solare dopo il 20-25 gennaio cresce inesorabilmente.
Le giornate si allungano molto più rapidamente rispetto alle
prime decadi del mese e il sole sale sull’orizzonte. A fine
gennaio il sole di mezzogiorno ha già riguadagnato quasi
6° di inclinazione che non sono pochi: praticamente al Brennero
intorno al 30-31 gennaio il sole raggiunge un’altezza pari
a quella che viene raggiunta a Napoli il 21 dicembre, giorno del
solstizio
di inverno, ma con una durata giornaliera maggiore di una
trentina di minuti (rispetto alla durata del giorno riferita a Napoli
il 21 dicembre ).
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I raggi ultravioletti
sono delle radiazioni più piccole e più rapide della
luce visibile colorata (che ha una lunghezza d'onda da 400 a 700
nanometri, ad ogni lunghezza d'onda in questo intervallo corrisponde
un colore), che costituiscono meno del 5% della radiazione solare.
Le radiazioni solari ultraviolette sono divise in tre classi:
- i raggi A, gli UVA, di lunghezza d'onda
320-400 nanometri;
- i raggi B, gli UVB (280-320 nanometri),
radiazioni più potenti che aumentano durante l'estate e
che sono la più diretta causa delle scottature;
- i raggi C, gli UVC, (lunghezza d'onda
inferiore a 280 nanometri), i più forti e pericolosi.

Gran parte dei raggi B
e dei raggi C sono assorbiti dallo strato di ozono dell'atmosfera
prima di raggiungere la superficie della terra. Le radiazioni che
raggiungono la terra sono poi assorbite in gran parte dai comuni
vetri delle finestre, dalle impurità presenti nell'aria,
come la polvere, l'acqua o il fumo, o sono filtrati dai tessuti
che indossiamo.
La nostra stazione visualizza i
valori di UV in due scale: MEDs
e UV Index.
MED è l’abbreviazione di Minimum Erythemal Dose, definito
come il quantitativo di esposizione ai raggi solari necessario per
causare un appena percettibile arrossamento della pelle entro 24
ore dall’esposizione. In altre parole, l’eposizione
a 1 MED corrisponde a un arrossamento della pelle. Poiché
la velocità con cui la pelle è soggetta a scottature
dipende dal tipo di pelle, 1 MED per persone con pelle molto scura
non ha lo stesso significato di 1 MED per persone con un tipo di
pelle chiara. Sia l’”U.S. Environmental Protection Agency”
(EPA) che l’”Environment Canada” hanno sviluppato
alcune categorie di pelle correlando le caratteristiche della pelle
stessa con le velocità delle scottatture.
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Fototipi
di pelle e reazioni alla quantità di raggi UV |
| Fototipo
Pelle |
Colore
Pelle |
Modalità
abbronzature e scottature |
1) Non si abbronza mai
e si scotta sempre |
Pallida o bianco latte |
Scottature rossastre; gonfiori dolorosi,desquamazione |
2) Si abbronza qualche volta
e si scotta quasi sempre |
Chiara, a volte lentigginosa |
Scottature frequenti, colorito rosato
o rosso, gradualmente può sviluppare una leggera abbronzatura |
3) Si abbronza quasi sempre, si scotta
qualche volta |
marrone o olivastra, pigmentata distintamente |
Scottature rare, abbronzature relativamente
rapide |
4) Si abbronza sempre, si scotta raramente |
Marrone, marrone scura o nera |
Scottature rare, abbronzature rapide |
La nostra stazione meteo può
inoltre visualizzare l’UV Index,
misura definita per la prima volta dall’Environment Canada
e poi adottata dalla World Meteorological Organization. L’UV
Index assegna un numero compreso tra 0 e 16 alla intensità
UV corrente. L’US EPA categorizza i valori come mostrato sotto.
Più piccolo è il numero, minore sarà il pericolo
di scottature. Il valore dell’indice pubblicato dall’U.S.
National Weather Service è la previsione dell’intensità
UV per il mezzogiorno del giorno successivo. L’indice che
vedete nelle nostre tabelle, è il risultato di una misura
in tempo reale.
CATEGORIA ESPOSIZIONE IN index |
0 - 2 |
Minima |
3 - 4 |
Bassa |
5 - 6 |
Moderata |
7 - 9 |
Alta |
10+ |
Molto alta |
Attenzione!
Questi dati e quanto sopra riportato, ha valore puramente indicativo
ed è proposto per scopo didattico; la lettura del valore
dei raggi UV non può essere utilizzato per stimare la reale
quantità di raggi sopportabile dalla persona, che va richiesto
sempre ad un medico specializzato.
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Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura e l'Ambiente
"Filippo
Silvestri"
Sede Coordinata di Licola di Pozzuoli
Via Domitiana 150 Licola (NA) - Napoli - Tel. 0818678156
http://www.ipsaasilvestri.net
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