Pagina fuori dal contesto originale? Clicca qui!
   

 




E' detta anche Temperatura del Punto di Rugiada; per capire a cosa serva dobbiamo sapere che l'umidità relativa consente la conoscenza di quanto sia prossima la saturazione, ma non serve per fornire direttamente l'effettiva quantità di vapore acqueo presente nell'atmosfera.

In meteorologia, invece, è molto utile conoscere l'effettiva quantità di vapor acqueo, per prevedere più accuratamente l'arrivo di una perturbazione o la formazione delle nubi. La temperatura del punto di rugiada fornisce questa informazione in modo diretto.

Il Punto di Rugiada è espresso in °C e pur essendo dimensionalmente una temperatura, non influisce sulla effettiva temperatura dell'aria che normalmente è più alta del punto di rugiada.

Per definizione diciamo quindi che la "Temperatura di Rugiada" è la temperatura in cui l’aria satura si raffredda e forma il vapore acqueo (con umidità relativa al 100 per cento). In caso di raffreddamento ulteriore ha inizio la condensazione che dà vita alle nubi.

La sua accurata misurazione e conoscenza riveste particolare importanza nella previsione della formazione di nebbia e brina, infatti quando la terra si raffredda, se il punto di rugiada è superiore a 0 °C, il vapor acqueo sovrassaturo condensa dando luogo alla formazione della rugiada, se invece il punto di rugiada è inferiore a 0 °C il vapore gela dando luogo alla formazione di brina.

Siccome abbiamo detto che il valore del Dew Point è in genere più alto di quello della temperatura, abbiamo un sistema previsionale efficace per capire quando avverranno i fenomeni che ci interessa prevedere, appunto nebbia o brina, fenomeno, quest'ultimo assai importante in agricoltura, che può arrivare a determinare la riuscita del raccolto.

La nostra centralina è in grado di fornire un allarme quando il valore del punto di rugiada e' prossimo al valore della temperatura esterna.

 
 
   

Viene anche chiamato INDICE DI DISAGIO ed esprime la capacità del vento di togliere calore al corpo umano, in campo medico è un indice bioclimatico.

Il Wind Chill è una misura del tasso di calore perso e non una temperatura reale infatti esso ci fornisce la TEMPERATURA APPARENTE e NON quella REALE che è quella rilevata dal sensore della temperatura; questo ci dice che se la temperatura reale è ad esempio 4°C, ed il Wind Chill di -2 °C, possiamo esser sicuri che non siamo ancora arrivati al punto di congelamento dell'acqua. Tale indice è applicabile quando la velocità del vento è compresa tra 2 m/s e 24 m/s e quando la temperatura è inferiore a 11°C.

In pratica questo indice può essere impiegato per descrivere quale sia la reale temperatura avvertita da un organismo umano in relazione alla temperatura dell'aria e alla velocità del vento.
Non è infatti difficile notare come la sensazione di disagio, in particolare durante la stagione invernale, si presenti alquanto diversa con situazioni di calma di vento oppure con presenza di brezza o di vento sostenuto.
A tale scopo lo scienziato Steadman ha elaborato una formula che determina la reale sensazione di freddo della pelle nuda esposta a diverse temperature con vento a velocità diverse. Si ottiene così il valore di Windchill, la temperatura del vento, ossia il valore della temperatura virtuale in rapporto alla forza del vento.

I primi studi su questo indice risalgono ad un esperimento condotto in Antartide nell'inverno del 1941 da Paul Siple e Charles Passel. Questi ricercatori misurarono il tempo che un panno umido impiegava per congelare e trovarono che dipendeva dalla velocità del vento. Ovviamente il discorso per un essere umano è ben più complesso di un panno umido, in quanto vi sono diverse variabili che influenzano la sensibilità alla temperatura, come ad esempio l’età, la corporatura, lo stato di salute e la risposta dell'organismo a ciascuno di questi fattori.

La formula di Steadman, di cui abbiamo parlato prima viene qui impiegata per ottenere i valori di Wind Chill, inserendo i valori di temperatura reale e quelli della velocità del vento, otterrete il Wind Chill ossia la temperatura che la pelle sentirebbe in quelle condizioni climatiche.

Calcolo dell'indice Wind Chill


Inserire C° (max 11 °C )
Vento (tra 2 e 24 m/s)



Valore Indice


Descrizione del valore dell'indice:

La nostra centralina, vi fornisce questo valore già calcolato ed in tempo reale, in campo agronomico ha scarso significato, in quanto non si tratta di un indice applicabile ai vegetali.


 
 
   

D'estate può succedere di avvertire una temperatura superiore a quella reale, come mai? L'indice di calore o "heat index" è una stima del disagio fisiologico dovuto alla esposizione a condizioni meteorologiche caratterizzate da alte temperature ed elevati livelli igroscopici dell'aria. Questo è un indice empirico, infatti sintetizza uno stato di disagio che è variabile da soggetto a soggetto, è da considerare come indicatore medio che permette di valutare sinteticamente la presenza o meno di condizioni di stress.

Come tutti i mammiferi il nostro corpo è dotato di un magnifico sistema di "condizionamento" interno, chiamato "termoregolazione". Grazie a questo meccanismo fisiologico la temperatura interna del nostro corpo, in condizioni normali si aggira sui 36,5°C.

All'aumentare della temperatura esterna entra in funzione la traspirazione: succede quindi che il nostro corpo suda e il fenomeno dell'evaporazione del sudore sulla nostra pelle ci procura un senso di refrigerio. In questo modo la temperatura corporea interna viene mantenuta costante. Se l'ambiente dove ci troviamo è ben ventilato l'aria tende a favorire il fenomeno dell'evaporazione del sudore e il senso di frescura aumenta.
L'umidità relativa dell'ambiente può interferire con questo processo, limitando la possibilità di evaporazione. Nel caso di umidità elevata, l'organismo non ha modo di eliminare il calore in eccesso e quindi in pratica la sensazione è la stessa di quella provocata da una temperatura maggiore, proprio perchè il meccanismo fisiologico di raffreddamento è ostacolato.
In queste condizioni ne soffrono soprattutto gli anziani che possono accusare prostrazione profonda, alterazione del battito cardiaco fino al collasso. Ne abbiamo avuto una prova nell'estate 2003 con migliaia di anziani deceduti per il caldo insopportabile. Con temperature elevate concomitanti a umidità elevata si puo' arrivare al temuto "colpo di calore" e perdita della coscienza.

Per effettuare uno studio sull'Heat Index, puoi utilizzare il nostro simulatore per il calcolo di questo parametro. La nostra capannina è in grado di offrire questo valore in tempo reale e leggibile direttamente.

 
 
   

Il calcolo dell'evapotraspirazione è un parametro fondamentale nella corretta gestione dell'irrigazione al fine di ottimizzare le risorse idriche.
Per evapotraspirazione si intende la perdita di acqua del suolo per diretta evaporazione e per traspirazione da parte delle piante. L'evaporazione aumenta all'aumentare della radiazione solare, quindi della temperatura e della turbolenza dell'aria.
L’acqua terrestre è costantemente soggetta ad evaporazione e passa nell’atmosfera per effetto dell’energia solare. Qui il vapore si condensa e, per azione della forza di gravità, ricade sotto forma di precipitazioni in parte sull’idrosfera ed in parte sulle superfici continentali. Nel primo caso, col ritorno delle acque in mare, il ciclo (detto oceanico) si chiude rapidamente. Nel secondo caso, il percorso verso l’idrosfera è più lungo e lento (ciclo continentale).

Le acque superficiali si dividono in due frazioni. Una certa aliquota rientra subito nell’atmosfera perché evapora (acqua di evaporazione); l’aliquota rimanente scorre sul suolo (acqua di ruscellamento superficiale) e trova recapito preferenziale in mare, attraverso i corsi d’acqua.
Anche le acque di infiltrazione si suddividono in due frazioni. La prima viene trattenuta nella zona più prossima al suolo ed è restituita all’atmosfera attraverso i fenomeni dell’evaporazione e della traspirazione delle piante (chiamata appunto acqua di evapotraspirazione). La seconda frazione penetra in profondità (acqua di infiltrazione efficace) ed alimenta, per via sotterranea, sorgenti, fiumi, laghi e mari.
Attualmente il calcolo di questo importantissimo parametro viene effettuato o per mezzo di vasche evaporimetriche (come quella visibile qui accanto), che consentono di misurare la quantità d'acqua evaporata da una vasca a riempimento automatico o per mezzo di sensori come quello della nostra capannina che ricava il dato in stretto rapporto con il sensore dell'irradiazione solare e della temperatura, fornendo alla fine un dato esaustivo utilizzabile direttamente. L’ET è, in definitiva, l’opposto della precipitazione ed è espressa in millimetri. La nostra stazione utilizza i valori della temperatura dell’aria, umidità relativa, velocità media del vento e radiazione solare per la stima dell’ET. Essa viene calcolata ogni ora.


 
   

La radiazione solare costituisce la fonte di energia primaria per tutto l’ecosistema. Infatti l’energia solare, captata dai vegetali attraverso la fotosintesi clorofilliana, fluisce poi lungo le catene alimentari garantendo la sopravvivenza a tutti gli esseri viventi. La radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre si distingue in diretta, diffusa e riflessa.

  • Radiazione DIRETTA: è quella che colpisce direttamente una superficie con un unico e ben definito angolo di incidenza
  • Radiazione RIFLESSA: è quella che arriva indirettamente su una superficie, dopo aver colpita precedentemente un'altra;è in pratica la quota di energia luminosa che raggiunge la nostra pelle anche quando non siamo esposti direttamente al sole. Alcune superficie, come per esempio il ghiaccio, la neve, l’acqua e la sabbia, hanno una notevole capacità di riflettere la radiazione del sole, proprio come se fossero uno specchio.
  • Radiazione DIFFUSA: è la componente della radiazione solare che incide su una superficie dopo la riflessione e la dispersione dovuta all'atmosfera; incide secondo vari angoli e grazie a questa anche la parte di una superficie che non può essere colpita dalla radiazione solare diretta a causa di ostacoli esterni, non si trova completamente oscurata.

Il valore ricavato dal sensore della nostra stazione è quello ricavato dal quantitativo di radiazione che colpisce il sensore stesso ed è espressa in watt a mq (W/mq).

La radiazione solare dopo il 20-25 gennaio cresce inesorabilmente. Le giornate si allungano molto più rapidamente rispetto alle prime decadi del mese e il sole sale sull’orizzonte. A fine gennaio il sole di mezzogiorno ha già riguadagnato quasi 6° di inclinazione che non sono pochi: praticamente al Brennero intorno al 30-31 gennaio il sole raggiunge un’altezza pari a quella che viene raggiunta a Napoli il 21 dicembre, giorno del solstizio di inverno, ma con una durata giornaliera maggiore di una trentina di minuti (rispetto alla durata del giorno riferita a Napoli il 21 dicembre ).




 
   

I raggi ultravioletti sono delle radiazioni più piccole e più rapide della luce visibile colorata (che ha una lunghezza d'onda da 400 a 700 nanometri, ad ogni lunghezza d'onda in questo intervallo corrisponde un colore), che costituiscono meno del 5% della radiazione solare.

Le radiazioni solari ultraviolette sono divise in tre classi:

  • i raggi A, gli UVA, di lunghezza d'onda 320-400 nanometri;
  • i raggi B, gli UVB (280-320 nanometri), radiazioni più potenti che aumentano durante l'estate e che sono la più diretta causa delle scottature;
  • i raggi C, gli UVC, (lunghezza d'onda inferiore a 280 nanometri), i più forti e pericolosi.

Gran parte dei raggi B e dei raggi C sono assorbiti dallo strato di ozono dell'atmosfera prima di raggiungere la superficie della terra. Le radiazioni che raggiungono la terra sono poi assorbite in gran parte dai comuni vetri delle finestre, dalle impurità presenti nell'aria, come la polvere, l'acqua o il fumo, o sono filtrati dai tessuti che indossiamo.

La nostra stazione visualizza i valori di UV in due scale: MEDs e UV Index.
MED è l’abbreviazione di Minimum Erythemal Dose, definito come il quantitativo di esposizione ai raggi solari necessario per causare un appena percettibile arrossamento della pelle entro 24 ore dall’esposizione. In altre parole, l’eposizione a 1 MED corrisponde a un arrossamento della pelle. Poiché la velocità con cui la pelle è soggetta a scottature dipende dal tipo di pelle, 1 MED per persone con pelle molto scura non ha lo stesso significato di 1 MED per persone con un tipo di pelle chiara. Sia l’”U.S. Environmental Protection Agency” (EPA) che l’”Environment Canada” hanno sviluppato alcune categorie di pelle correlando le caratteristiche della pelle stessa con le velocità delle scottatture.

Fototipi di pelle e reazioni alla quantità di raggi UV
Fototipo Pelle
Colore Pelle
Modalità abbronzature e scottature

1) Non si abbronza mai
e si scotta sempre

Pallida o bianco latte
Scottature rossastre; gonfiori dolorosi,desquamazione
2) Si abbronza qualche volta
e si scotta quasi sempre
Chiara, a volte lentigginosa
Scottature frequenti, colorito rosato o rosso, gradualmente può sviluppare una leggera abbronzatura
3) Si abbronza quasi sempre, si scotta qualche volta
marrone o olivastra, pigmentata distintamente
Scottature rare, abbronzature relativamente rapide
4) Si abbronza sempre, si scotta raramente
Marrone, marrone scura o nera
Scottature rare, abbronzature rapide

La nostra stazione meteo può inoltre visualizzare l’UV Index, misura definita per la prima volta dall’Environment Canada e poi adottata dalla World Meteorological Organization. L’UV Index assegna un numero compreso tra 0 e 16 alla intensità UV corrente. L’US EPA categorizza i valori come mostrato sotto. Più piccolo è il numero, minore sarà il pericolo di scottature. Il valore dell’indice pubblicato dall’U.S. National Weather Service è la previsione dell’intensità UV per il mezzogiorno del giorno successivo. L’indice che vedete nelle nostre tabelle, è il risultato di una misura in tempo reale.

CATEGORIA ESPOSIZIONE IN index
0 - 2
Minima
3 - 4
Bassa
5 - 6
Moderata
7 - 9
Alta
10+
Molto alta

Attenzione! Questi dati e quanto sopra riportato, ha valore puramente indicativo ed è proposto per scopo didattico; la lettura del valore dei raggi UV non può essere utilizzato per stimare la reale quantità di raggi sopportabile dalla persona, che va richiesto sempre ad un medico specializzato.

 

 

____________________________________________________________________________
Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura e l'Ambiente
"Filippo Silvestri"
Sede Coordinata di Licola di Pozzuoli
Via Domitiana 150 Licola (NA) - Napoli - Tel. 0818678156
http://www.ipsaasilvestri.net