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L'edificio a pianta rettangolare è largo 238 metri e largo 186 con un ordine di cinque piani. Le sale più prestigiose, circa 30, si trovano al piano nobile ove vi si accede attraverso un maestoso scalone a due rampe. Esso rappresenta uno dei maggiori esempi di architettura settecentesca napoletana. Il palazzo racchiude 1200 stanze servite da trentaquattro scale illuminate complessivamente da 1900 finestre. Sorge su una pianta rettangolare che copre 51.000 metri quadrati, s'innalza per 42 metri, per un fronte di 250 metri, circondata da un vastissimo parco per altri 200 metri.
Dal portone si entra nel vasto atrio, a destra si apre il maestoso "Scalone d'Onore", di fronte vi e' l'ingresso alla "Cappella Palatina", unica parte del palazzo ispirata realmente alla reggia di Versailles, a sinistra si entra negli "Appartamenti Reali". Qui, ancor oggi, il gioco dei volumi architettonici, la varietà' delle fastose decorazioni in marmo, gli stucchi, le pitture, gli ori e le sete che completano armoniosamente un arredamento di mobili e suppellettili dell'epoca, sorprendono il visitatore.
Si inizia la visita col "Salone degli Alabardieri", segue poi il "Salone delle Guardie" e si passa poi nel "Salone di Alessandro". Da quest'ultimo si stende l'"Appartamento Nuovo", cosiddetto perché' eseguito per ultimo, che conduce all'"Appartamento del Re" e all'"Appartamento Vecchio".
Ma la più strana e segreta stanza della reggia e' il bagno della regina, i visitatori non vi sono normalmente ammessi. La nobile sovrana, Maria Antonietta d'Austria, vi fece sistemare un complesso e divertente gioco di specchi; in modo che quando era intenta nelle sue abluzioni, poteva distrarsi osservando la gente che passeggiava per i corridoi del palazzo o le carrozze che attraversavano la strada antistante la reggia. Naturalmente il procedimento non era reversibile: la regina, cioè, poteva conservare la propria privacy. Segue poi un altro gruppo di ambienti costituenti la pinacoteca propriamente detta. Ridiscendendo al piano terra si può' visitare il "Teatrino di Corte", uno dei migliori esempi di architettura teatrale settecentesca, inaugurato nel 1769 da Ferdinando IV.
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