
E' indubbio che una buona difesa parte dalla prevenzione, cercando evitare i tagli di carne piu' a rischio e che possono rappresentare una fonte di guai. Se avete letto anche le altre pagine di questo nostro lavoro, avrete capito che comunque i rischi rimangono e purtroppo le conseguenze non sono subito riscontrabili ma potrebbero venir fuori anche dopo decine di anni.
Qui a lato vedete le varie parti dell'animale colorate in modo diverso e con il relativo grado di pericolosita'. Che tristezza! Speriamo che, da qui in seguito, non si debba circolare per i supermarket con una cartina che ci indichi le percentuali di rischio di quello che vorremmo comprare... quasi uno scenario post-atomico!
Come si vede le parti piu' a rischio sono il midollo, cervello ed occhi ma anche le parti intestinali non scherzano; da ora in poi alcuni buongustai, dovranno rinunciare ad alcune specialita' culinarie a base di interiora, almeno fino a quando durarera' le'emergenza. e non cessera' l'allarme.
Riepilogando quindi, sono da eliminare di sicuro:
Cervello, gelatine, midollo spinale (non osseo), carni rimosse meccanicamente e macinate in cui finiscono terminazioni nervose. Usate per ripieni e hamburger.
Sono a rischio elevato
L'intestino (usato per insaccare salumi) è ad alto rischio. Da evitare frattaglie, come milza e ghiandole.
Meglio farne a meno
Rinunciare alla salsiccia, che può contenere frattaglie di bovino. Fegato, trippa e rognoni non sono considerati commestibili senza timori.
Senza problemi
Tutti i tagli di muscolo, lombatine e bistecche sono considerati sicuri.

In questo bailame, di voci ricorrenti, di suggerimenti, di si puo' o non si puo' e' importante imparare a riconoscere cosa comprare e saper bene interpretare le etichette poste per legge sui prodotti alimentari, vediamo di capirci di piu':
Sulle etichette delle carni normali sono oggi obbligatorie, oltre a prezzo e scadenza, solo alcune indicazioni: dove l'animale è stato macellato e sezionato.
Vi si possono trovare poi:
- la categoria (A per vitellone, B per toro...);
- la qualità;
- il tenore di grasso.
- La provenienza (I per Italia, F per Francia...) può essere indicata già da oggi ma sarà obbligatoria solo dal 2002.
Ma attenzione! Bisogna verificare che siano indicati e certificati con precisione data e luogo di nascita dell'animale, la provenienza (che indica genericamente il paese dove l'animale è cresciuto anche se i vitellini importati dall'estero dopo tre mesi sono classificabili come carne italiana).
Come si vede in realtà, si può essere più tranquilli sulla provenienza delle carni solo nei casi dell'allevamento biologico e delle carni doc, perché presentano, chiaramente indicate: data, luogo di nascita e certificazione da parte di Istituti di Garanzia.
Se si acquista la carne da un macellaio di fiducia, controllare che esponga le etichette, che scelga le carni più garantite (biologica, doc) e che rispetti le regole di prudenza anche oltre la norma: per esempio, non tagliare le ossa, non mettere a contatto carni a rischio con gli
altri tagli. Differenze sostanziali rispetto ai supermercati non ve ne sono sebbene giova ricordare che in questi ultimi i tagli di carne sono tutti etichettati e chiaramente identificabili... e' una questione di fiducia sopratutto in chi ci dovrebbe tutelare all'origine.
Infine aggiungiamo che la cottura non uccide il prione ed anche il congelamento mantiene la sua capacità letale, quindi una volta acquistata carne infetta non c'e' verso di renderla sicura come si fa ad esempio, con la cottura, per altri cibi.