
L'encefalopatia spongiforme bovina o BSE - Bovine Spongiform Encepahlopathy - (cosiddetta malattia della "mucca pazza") è una malattia degenerativa del cervello che colpisce i bovini. Si tratta di una malattia nuova (il primo caso risale solo al 1986), appartenente ad una famiglia di malattie denominate Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (EST) e che comprende anche la scrapie delle pecore e delle capre, l'encefalopatia trasmissibile del visone e una malattia cronica dell'alce.
Secondo lo stadio attuale delle conoscenze la malattia non è causata da virus o batteri ma da una particella proteica in grado di replicarsi denominata "prione".
Tale particella è particolarmente resistente al calore ed ai comuni disinfettanti.
La distribuzione geografica della malattia è descritta in altre pagine di questo sito, ma in sintesi si può affermare che, allo stadio odierno, essa è presente nel Regno Unito (la stragrande maggioranza dei casi), in Svizzera, Portogallo ed Irlanda. In tutti gli altri Paesi i casi di BSE verificatisi sono da imputarsi all'importazione avvenuta in passato di animali dal Regno Unito.
Sebbene l'origine e la trasmissione della malattia non siano state ancora totalmente chiarite, pare che la fonte dell'epidemia sia nel Regno Unito e, risieda nell'ingestione di farina di carne e di ossa contaminata, utilizzata come ingrediente di alimenti concentrati.
Questa tesi è quella piu' accreditata ed e' ammessa da quasi tutta la totalita' del mondo scientifico.
Riepilogando quindi:
- La malattia ha fatto la sua comparsa nel 1985 nel Regno Unito ed è stata descritta ufficialmente nel 1986.
- In seguito ha assunto i contorni di una vera e propria epidemia con 174.433 bovini colpiti alla data del 2 aprile 1999, tutti distribuiti in 34.000 allevamenti inglesi (dati del Ministry of Agricolture Fisheries and Food)
Sinora nessun elemento consente di affermare con certezza la possibile esistenza di una modalità di trasmissione orizzontale, cioè da un animale all'altro, recentemente (nel 1996) le Autorità del Regno Unito hanno reso pubbliche i risultati preliminari di uno studio iniziato nel 1989, secondo il quale esisterebbe la possibilità di trasmissione verticale, da una vacca al suo vitello, dell'infezione. Rimane ancora da chiarire l'effettiva importanza di tale meccanismo di trasmissione nella diffusione della malattia.
Per poter emettere la diagnosi di BSE in un bovino occorre sacrificare l'animale, esaminando poi il suo cervello allo scopo di rinvenire le caratteristiche lesioni. Nessun altro metodo diagnostico alternativo è, a tutt'oggi, disponibile.

Attualmente, se ci avete seguito, le cose sembrano sufficientemente definite ma non del tutto chiare ed affermate in maniera univoca; purtroppo la cosa e' davvero grave in quanto si lavora ad un rimedio che non esiste assolutamente e che sembra lontano dall'essere messo a punto. Per monitorare l'andamento della malattia si contano le vittime e si fanno previsioni su quante saranno le prossime; nel momento in cui il loro numero inziera' a scendere si sapra' di aver iniziato a controllare il male!. Ancora quindi non esistono terapie capaci di modificare l'evoluzione naturale della malattia di Creutzfeldt Jacob, rapidamente progressiva. Basti pensare che il 90 per cento dei pazienti muore entro un anno e i casi di sopravvivenza superiore a due anni sono veramente eccezionali.
L'incidenza della sindrome di Creutzfeldt Jacob è inferiore a 1 caso ogni milione di abitanti e colpisce ogni anno in Italia circa 50 persone.
Ma e' possibile calcolare quante saranno le vittime in futuro?
Da quando, nel '96, è stato segnalato il primo caso di una variante di Creutzfeldt-Jakob gli scienziati cercano di elaborare previsioni. Una delle ultime, fatta dal gruppo dell'inglese Roy Anderson, prevede un minimo e un massimo.
Se nel 2000-2001 il numero di decessi resterà invariato, rispetto ai casi del '99, si può prevedere nel lungo periodo un bilancio di 14 mila casi. Ma se aumentassero sia quest'anno che il prossimo, le vittime potrebbero salire a 500 mila.
Come si è arrivati a queste previsioni?
Per valutare l'evoluzione dell'epidemia si tiene conto di diverse variabili, dal numero dei bovini infetti entrati nella catena alimentare alla durata dell'incubazione del morbo: da 10 a 40 anni.
La simulazione di Anderson presume per esempio che solo il 40 per cento dei britannici sia predisposto a contrarre la malattia mangiando carne infetta.
A quanto sopra si aggiunge il grave e colpevole silenzio dei governanti di tutta Europa che, forse per non gettare il panico tra la popolazione, hanno taciuto, in questi anni le verita' su questo tremendo male, con il risultato che non si sono potuti attuare adeguate contromisure sin dall'inizio ed ora ci troviamo di fronte ad una matassa difficile da sbrogliare... ecco a mo' d'esempio cosa dice la stampa nazionale sul problema della BSE.